C’è stato un tempo in cui Urbino era meta di campioni e futuri fuoriclasse del motociclismo: era da poco finita la Seconda guerra mondiale e la Polisportiva Robur Tiboni, prima, e il moto club ‘Antonio Basili’, poi, organizzavano gare motociclistiche nella città.

Nel 2019 grazie al Motoclub Urbino Moto Ducali dopo 66 anni dall’ultima edizione di quelle corse, il circuito ‘Città di Urbino’ è tornato a vivere durante il “Motoraduno Moto Ducali a Palazzo Memorial Egdardo Cecchi” organizzato dal Motoclub.

Un corteo di moto storiche e moderne ha ripercorso simbolicamente il tracciato su cui si è disputata la gara tra il 1947 e il 1953. Al raduno ha partecipato anche la Benelli Leoncino Sport S che fu di Edgardo Cecchi, pilota morto il 19 luglio del 1953 a seguito di una caduta nel corso delle prove del 5° Circuito Città di Urbino, nell’ultima edizione della gara, per una caduta nella curva all’incrocio tra la SS73Bis e Via della Stazione. La moto, uscita incolume dall’incidente, è stata recuperata e restaurata da Luciano Battisti, figlio di Walter che partecipò alla corsa negli anni ’40. Al termine del giro, i partecipanti al raduno si sono fermati sulla stessa curva in cui Cecchi morì, per la deposizione di una corona d’alloro sul cippo dedicato alla sua memoria, e gli hanno reso onore facendo rombare i motori e suonando i clacson

All’evento hanno partecipato anche i due figli di Angelo Branducci, proprietario del concessionario in cui Cecchi lavorava. Lo stesso Branducci fu tra i fondatori del moto club di Savignano a lui dedicato, assieme a un amico di famiglia del giovane pilota, Sergio Censi. Di Cecchi e del circuito ha raccontato la storia nel convegno organizzato per l’occasione dal titolo “Storia motociclistica città di Urbino”, il Professore Gianluigi Tonelli, motociclista e appassionato locale che ha riscoperto il circuito assieme a Fausto Foglietta, membro del Motoclub Urbino Moto Ducali.

L’evento è patrocinato dal Comune di Urbino e della Città di Urbino che ha appoggiato la riscoperta del circuito storico partecipando attivamente perchè potesse essere ripercorso da appassionati di moto e per ridare a Urbino il suo circuito cittadino.